Questo post è stato scritto dall’Avvocato Francesca Forani, collaboratrice di mammemarchigiane.it, nel suo FamigliaBlog:

Dal 1796, anno in cui avvenne il primo tentativo di vaccinazione ad opera di E. Jenner, di strada ne è stata fatta. 

Leggendo l’enciclopedia Treccani on line scopriamo che “il termine vaccino (dall’aggettivo latino vaccinus, derivato di vacca,) in origine fu utilizzato per indicare sia il vaiolo dei bovini (vaiolo vaccino) sia il pus ricavato dalle pustole del vaiolo bovino, impiegato per praticare l’immunizzazione attiva contro il vaiolo umano.”

Senza ombra di dubbio le vaccinazioni hanno consentito il debellamento di  gravi malattie come la poliomelite ed il tetano, riducendo invece al minimo i rischi per malattie come il morbillo, pertosse, epatite B e meningite.

Le vaccinazioni di massa hanno creato la c.d. immunità di gregge, per cui non ci si ammala più grazie alla grandissima percentuale di vaccinati.

Le campagne nazionali di vaccinazione hanno subito negli ultimi vent’anni significativi aggiornamenti: dal 1991 sono diventate quattro le vaccinazioni obbligatorie (difterite, tetano, poliomielite ed epatite B), dal 2001, però, si è imposta la somministrazione del vaccino esavalente contenente sei antigeni per la protezione contro due ulteriori malattie come la pertosse e l’emofilo B.

Non esiste una legge dello stato che impone ai genitori la somministrazione di sei vaccini contemporaneamente ai propri figli, invece dei quattro obbligatori, ma di fatto non sono reperibili i vaccini singoli, per cui la somministrazione dell’esavalente è diventata prassi obbligatoria.

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